Intervista alla Marchesa d’Aragona: ‘Vivere? È amore e emozione. Viva la vita!’

Abbiamo oggi il meraviglioso piacere di intervistare la Marchesa Daniela del Secco d’Aragona, divenuta popolare a seguito della sua strepitosa partecipazione al noto game-show di Rai Due, Pechino Express. La Marchesa è una donna dalle antichissime origini nobiliari, infatti, discende da Rachimiro, detto il Secco – nominato patrizio dall’imperatore Settimio Severo – ed oggi promana rara eleganza e mirabile raffinatezza, dedicando il proprio tempo alle passioni della sua vita. Quali? Scopritelo leggendo cosa ci ha raccontato rispondendo alle nostre domande, nel corso di un’amabile conversazione avvenuta su uno dei terrazzi del suo bellissimo palazzo di Roma, che domina la Capitale, offrendo una splendida vista sull’Urbe e su S. Pietro.

Marchesa, io inizierei subito chiedendole qualcosa in merito alla sua partecipazione a Pechino Express, programma tv condotto da Costantino della Gherardesca. Lei si è subito stagliata con grande eleganza nel gruppo dei concorrenti della trasmissione, a cosa pensa che sia stata dovuta la sua popolarità? Adorato, io penso che oltre il video sia passata la veridicità della persona. Non un personaggio, ma una Marchesa vera, combattente, che non sta mai in trincea e che ai salotti ammuffiti della Capitale ha preferito un percorso on the road in un posto sconosciuto, con abitudini mai visitate. Un’esperienza che non so se avrebbero fatto tutti, penso quasi nessuno, perché – quando l’ho detto – in molti mi hanno redarguito: “tu sei abituata dalla nascita ad un certo contesto”, “come pensi di poter sopravvivere a tutte quelle intemperie, a quelle privazioni”. Ma, dato che io sono una combattente – perché il nostro primo antenato, Rachimiro, soprannominato il Secco, e chiaramente proclamato patrizio da Settimio Severo duemila anni fa, aveva il sangue dei Goti – quando mi è arrivata questa richiesta, avevo capito che era un reality sulla mia vita. Non pensavo che fosse una cosa così estrema, quando ho visto alcuni trainer dell’edizione precedente, mi sono chiesta come avrei mai potuto affrontare una cosa del genere. Mia figlia Ludovica, che è la luce dei miei occhi, mi disse: “Mamma, ma tu non ti vuoi sdoganare da questo cliché? Mostra al mondo se il dna dei tuoi antenati – che sono stati grandi combattenti tanto da essere aggregati alla Gran Casa di Alfonso d’Aragona, re di Napoli – scorre nel tuo sangue, dimostralo!”. Appena mi hanno detto questo in famiglia, mi sono automaticamente sentita chiamare da tutti i miei antenati, a cominciare da Francesco del Secco, uno dei più recenti del ramo senese, come mio padre. “Tu sei una combattente, hai paura di misurarti? Certo, avrai due dollari al giorno, ma, se hai la stoffa nel sangue: vai, combatti e vinci”. La Marchesa è andata, ha combattuto e ha vinto, tanto che quest’anno è stata richiamata come guest star, con un successo esagerato! La seconda puntata, in cui ho appunto partecipato come “Marchesa Nera”, ha raggiunto il 10%: una cosa mai accaduta. Perciò è evidente che ho dimostrato al mondo di non essere una persona statica, una fannullona che gioca a burraco, ma una donna che si mette in gioco, che lotta non per provare, ma per vincere. Questa è la verità: sono sempre dalla parte di chi lavora, di chi dev’essere difeso. Le mie ancelle dalle quali non mi separo mai sono, a sinistra, l’umiltà, e, a destra, la solidarietà. Non è un personaggio, è la Marchesa. In un certo senso, anche se non siamo state parenti di sangue, anche su Lucrezia Borgia ci sono state parecchie chiacchiere. Dipinta come grande amante, grande donna che mise fine alla vita di alcuni amanti. Cose non vere. La Lucrezia è stata una donna a cui il marito ha lasciato il Ducato di Ferrara, amante delle arti, una grande mecenate. Tutto quello che leggiamo non è vero, e, dunque, era come me. Ha avuto quattro mariti, io per adesso tre e non certo mi fermo se trovo il grande amore. Per ora, però, il grande amore della mia vita è stato la mia Ludovica, convolata a nozze il 21 giugno in un matrimonio imperiale con questo splendido giovane, avvocato e console veneziano, Gianalberto Scarpa Basteri. Oltre ad essere bellissimi ed entrambi avvocati, c’era un quid in più che raramente si incontra nei matrimoni di alto lignaggio: imperava l’amore e aleggiava in ogni forma. Quindi, adorato, questa è la vita. La vita è amore e emozione, perciò quando mi hanno chiamato – ovviamente – non ho esitato. Per lo stesso motivo, non andrò all’Isola dei Famosi, perchè non voglio essere etichettata come “Marchesa dei Reality”. Se ci sarà un’altra edizione di Pechino Express, dove verrò chiamata in altro ruolo, potrei anche riandare. Lì è un discorso di grande fascino, un vero e proprio trattato di antropologia culturale. Si  vive in uno stato diverso, direi quasi onirico. Si respirano nuove culture, nuove religioni. Lei non sa cosa vuol dire addormentarsi in una pagoda, sentire l’alito dei monsoni, la leggera pioggerellina e, in lontananza, queste nenie dei monaci che cantano. Adorato, sono queste le emozioni della vita! Viviamola questa vita! lasciamoci permeare dalle emozioni, non facciamola passare come se fosse scontata. La vita è una cosa meravigliosa! Viva le vita! Odio i bronci, la gente che si piange addosso, la gente che dice “c’è la crisi”. Inventiamoci un lavoro, l’intelligenza esiste per essere duttili, plasmabili. In ogni occasione siamo pronti a creare nuove situazioni, non piangiamoci addosso. La vita non è una passeggiata – come si suol dire – è un toro che va preso per le corna. Nelle tasche abbiamo le chiavi per aprire ogni porta, basta guardarci in tasca, frugare e trovare. Volere è potere. Il Signore sa quando siamo nati e sa quando ci chiamerà al cielo: il resto è indubbiamente tutta opera nostra. Grazie per questo bellissimo messaggio, Marchesa. Prego, adorato, è un piacere immenso per me. Sono da ventidue anni giornalista e di penna e di favella ne faccio la mia vita. Sono sempre pronta a rispondere a domande con grande umiltà, un po’ come una vicina di casa, magari un po’ più colta, non saccente, non presuntuosa, non con un ego gigantesco. La chiave del successo eccola qui: essere me stessa. Marchesa, proprio in merito al suo distinto modo di esporsi, ci si immagina che alle sue spalle vi sia un’importante formazione culturale. A tal proposito, quali sono le sue letture preferite, quali i suoi titoli e quali i suoi autori prediletti? Adorato, qui ci sarebbe da parlare tanto. Io amo la filosofia. A cominciare da Bertrand Russel, con “La storia della filosofia occidentale”, che dovrebbero leggere tutti. Amo Heidegger, grandissimo. La scarpità delle scarpe, quando parla dei Girasoli di Van Gogh. Cos’è la scarpità delle scarpe? Forse nessuno ci capirà: è il vissuto della scarpa. Pensi che, proprio davanti alla porta di uno degli appartamenti del mio palazzo, c’è la sedia identica a quella di Van Gogh, dove c’erano appoggiate quelle scarpe. Prima o poi troverò quelle scarpe e le poserò lì, come quadro. Quelle scarpe ne avevano da raccontare, avevano vissuto. La scarpità delle scarpe è l’esperienza della materia. La filosofia è il pane della mia vita, il mio ossigeno. La letteratura: Svevo, Dante, ma quanti ne possiamo annoverare? I classici, un Manzoni… Poi la Marchesa d’Aragona, che mi piace molto come scrive. Il suo libro (“Come diventare Marchesa ed esserlo in tutte le occasioni della vita”, ndr)  è già alla quarta ristampa, si lascia leggere in un linguaggio diverso, anacronistico, anticonvenzionale. La prima presentazione del libro è stata fulminante, a Palazzo Ferraioli, dal mio fraterno amico, il Marchese Giuseppe Ferraioli di Filacciano, colui che ha accompagnato la mia Ludovica in chiesa, insieme al Principe Guglielmo Giovanelli Marconi. Alla presentazione c’erano millecinquecento persone e questo accade ovunque, anche nelle discoteche, dove ormai sono regina. Essere amata così, da giovani, da bambini, essere amata trasversalmente, uscire di casa e sentirmi dire “Marchesa, facciamo una foto”, mi commuove, non riesco a parlarne. Devo ringraziare l’educazione della mia famiglia, le buone letture, la cultura, tutto quello che ho ricevuto in dono. Ormai i miei genitori ci guardano dal cielo, però – si ricordi, adorato – che l’amore vero è oltre la vita e chi ti ha amato non ti abbandonerà mai. Io sento la presenza dei miei genitori, che mi spronano ad andare avanti. Anche nel libro io incito le persone e pur se un genitore parte, non ci abbandona. È solo una dimensione diversa, noi siamo fatti non di materia, ma di spirito. È per questo che noi sentiamo, amiamo, ci innamoriamo. Noi siamo fatti di spirito e il corpo è un mero involucro. Perciò essere se stessi, adorato. Leggere, acculturarsi, non si può non leggere un libro, non leggere i giornali. Vediamo molti strafalcioni, anche tra i colleghi giornalisti. La gente non sa parlare, molta gente non usa i verbi in modo corretto. Mi scrivono in migliaia e a volte rimango senza parole: “guardi che lì manca la h, lì la z, ne va una”. Perciò, adorati, se volete parlare con la Marchesa, non fate gli errori di ortografia, che sono orrori! La gente deve studiare, deve acculturarsi, deve erudirsi. Non si può stare a guardare. Leggete, andate alla mostre. Io amo l’arte, visitate mostre di qualsiasi epoca, ogni cosa ci può dare emozione. Dobbiamo coltivare lo spirito, ognuno di noi vive per un sogno. Io sono molto legata agli animali, specialmente ai cuccioli. Ho quattro chihuahua e un maltese toy. Io sogno tre magioni, le magioni della Marchesa. Una per gli anziani, poveri e senzatetto, per la gente che non ha nulla e che vive per strada, per cui piango ogni volta. Una per gli animali, adorati, ed una per i bambini. Prima o poi ci riuscirò, le magioni della Marchesa. Intanto, da gennaio, nasce l’Accademia della Marchesa d’Aragona. Inizieremo con degli stage immediati, su lezioni di bon ton, fascino e stile. Tutti potranno venire dalla Marchesa d’Aragona per imparare come si vive. Sapete che da anni scrivo per Cairo e ho una rubrica molto seguita; ringrazio il mio direttore Riccardo Signoretti, ci siamo conosciuti ad Uno Mattina e c’è stato subito l’apprezzamento delle mie pillole, che lui chiama “di saggezza”, e questo giornale vende 600mila copie a settimana, quindi ogni giovedì mi trova su questa rubrica. Il 27 dicembre uscirà anche uno speciale in edicola, con una grande sorpresa. Domenica, inoltre, sono stata da Paolo Bonolis, che è l’esempio di una persona veramente colta. Francamente, non è facile incontrare un professionista come Paolo Bonolis. C’era una gioia tale in studio che sembrava di essere a Natale; è stata un’esperienza davvero meravigliosa.

Marchesa, noi abbiamo modo di vederla alle importanti serate di gala e agli esclusivi eventi a cui partecipa. Sfoggia sempre look sobri ed impeccabili, con eleganti acconciature. Qual è il suo trucco?

Io ho un mio segreto, da sempre. Ho un amico hairstylist che è, davvero, l’hairstylist di corte. È Lino Sorrentino, che ha preso parte fin dal mio primo servizio fotografico. Una persona colta, perché è un uomo laureato in giurisprudenza, che ha studiato. Anche quando ero a Milano, lui mi raggiungeva. È venuto sempre in tutte le mie trasmissioni televisive e calcoli che ho fatto da Uno Mattina ad Uno Mattina Estate, dalla Vita in diretta alla Vita in diretta a San Remo, da Quelli che il Calcio a Detto Fatto, a Tv Talk.

Lui c’è sempre stato, nelle serate a Palazzo Ferraioli, al tavolo della Consulta dei Senatori del Regno, alla Fenice di Venezia – da Roberto Bolle – il 10 sarò al Bagaglino, l’8 sarò come ospite d’onore per premiare il più bello d’Italia. Il 22 sarò a Palazzo Pitti e lui mi ha sempre seguito. Tutte le mie toilette sono sempre accompagnate da straordinarie acconciature. Tutte le mie pettinature sono da lui create appositamente per i miei abiti e le dirò di più. Lei deve sapere che, essendo nobile di padre e di madre, sono due le tiare che vengono tramandate e che, insieme o alternativamente, devo indossare alle cerimonie. Al matrimonio della mia Ludovica, per la sposa e per la madre della sposa era necessario un professionista abituato a servire le regine, le duchesse, le persone che portano i diademi e Sorrentino ha saputo fare due capolavori: sia quello per la mia Ludovica, sia quello per me. Senza parlare, Lino Sorrentino, per la mia Ludovica dai capelli mossi, ha saputo creare un’acconciatura meravigliosa, lasciando intatto e intonso lo stile della Ludovica stessa. Perciò, anche nei momenti importanti della vita, ci è sempre stato e sempre ci sarà. Dunque ecco qua. Il mio segreto è proprio il mio hairstylist, che accompagna ogni mia avventura, ogni mio percorso. Crea per ogni abito un’acconciatura da far girare la testa, c’è poco da dire. Meraviglioso, lo adoro. Adoro lui e anche Marina, la moglie, e Maria Cristina, la sorella. È uno staff meraviglioso, viva lo staff di Lino Sorrentino!

Ancora un’ultima domanda, Marchesa. Pochi sanno che lei organizza personalmente numerosi eventi, del tutto esclusivi. Come è possibile ottenere l’organizzazione di un evento dalla sua persona e dal suo staff?

La Marchesa è la Marchesa dei desideri, che realizza il sogno di ognuno. Un matrimonio in questo secolo oppure un matrimonio nel ’600, nell’ ’800? Un diciottesimo? Una laurea? Ogni momento è buono per festeggiare. Dite pure ai miei adorati lettori di non preoccuparsi per il budget, perché l’organizzazione di un bell’evento non deve costare per forza tantissimo, basta avere buon gusto. È sufficiente inviare un’email a marchesadaragona2@gmail.com e la Marchesa personalmente vaglierà e darà il consiglio adatto a tutti. Inoltre, lo ricordo, aspetto tutti anche alle selezioni di bon ton, che saranno un po’ itineranti. Avranno luogo nei weekend, partiremo da Roma e poi saremo a Milano e in tante altre città.

L’anno nuovo deve portare buon senso, buona educazione e, non smetterò mai di dirlo a tutte le mie adorate fan, lasciatevi corteggiare. Il corteggiamento è la parte più bella dell’amore. Non prendete l’iniziativa, se togliamo questa grande possibilità all’uomo, lui si svilisce. È l’uomo che deve corteggiare, mandare dei fiori bianchi al primo appuntamento con una missiva, possibilmente scritta a mano su carta pergamena, con inchiostro che profuma di gelsomino. Se tutto questo non viene fatto, quest’uomo non vi ama. Andate a cena col primo che vi capita? Uscite con uno sconosciuto? La persona dev’essere presentata da qualcuno che garantisca. Si eviterebbero tanti guai, adorato. Così preveniamo anche tante brutte cose delle quali non mi va di parlare. Siamo nell’anno nuovo, lasciamo le cose brutte e andiamo in una nuova dimensione. Iniziamo a volerci bene e facciamo che questo 2015 sia foriero di un rinascimento nell’arte, nella cultura, nella politica, nello star bene, nell’economia. Chi vuol esser lieto sia! Smettiamola di piangerci addosso, dopo la pioggia viene inevitabilmente il sereno e il sereno arriverà col primo gennaio.

di Pierpaolo De Natale

Articolo tratto da “Il Giornale di Puglia